Ricevimento e Altre Informazioni


 RICEVIMENTO Mercoledì 15.45-16.30 Studio (San Giuseppe III piano). Lunedì dopo la lezione su appuntamento. Sarà inoltre sempre possibile organizzare dei colloqui in video conferenza via google hangouts attraverso la posta istituzionale. 

ORARI CORSI

Letterature comparate A: lunedì 11-13 Aula Magna Cripta S. Andrea; giovedì 11-13 Aula Magna A2 S. Giuseppe

Letteratura italiana II: lunedì 14-16 Aula Magna A2 S. Giuseppe; mercoledì 14-16 Aula 4 B S. Giuseppe.

                                       

 ISCRIZIONE A ESAMI 'INTEGRATI'

Per gli Studenti di Lingue straniere moderne I anno: il Corso di Letterature comparate A (6 cfu) costituisce una parte del Corso di Letteratura italiana per Lingue e comparatistica (12 cfu) di cui fa parte altresì Letteratura italiana per Lingue (6 cfu) svolto dalla Prof.ssa Cecilia Gibellini. Si possono sostenere queste due parti nell'ordine che si vuole, ma si ricorda agli studenti che si iscrivono all'ultima delle due parti di iscriversi anche all'esame complessivo affinché si possa verbalizzare il voto. E' comunque sempre necessario iscriversi all'appello 'parziale'. 

Per gli Studenti di Lettere moderne I anno: il Corso di Letteratura italiana II (6 cfu) costituisce una parte del Corso di Letteratura italiana I + II (12 cfu) di cui fa parte altresì Letteratura italiana I (6 cfu) svolto dalla Prof.ssa Cecilia Gibellini. Si possono sostenere queste due parti nell'ordine che si vuole, ma si ricorda agli studenti che si iscrivono all'ultima delle due parti di iscriversi anche all'esame complessivo affinché si possa verbalizzare il votoE' comunque sempre necessario iscriversi all'appello 'parziale'. 

Per gli Studenti di Filologia moderna classica e comparata: il Corso di Letteratura italiana magistrale II (mutuato da Letterature comparate magistrale) (6 cfu) costituisce una parte del Corso di Letteratura italiana magistrale I + II (12 cfu) di cui fa parte altresì Letteratura italiana magistrale I (6 cfu) svolto dal Prof. Giovanni Tesio. Si possono sostenere queste due parti nell'ordine che si vuole, ma si ricorda agli studenti che si iscrivono all'ultima delle due parti di iscriversi anche all'esame complessivo affinché si possa verbalizzare il votoE' comunque sempre necessario iscriversi all'appello 'parziale'.


SUMMER SCHOOL UPO/HSE “I SENTIERI DELLA PERESTROJKA” RISERVATA AGLI STUDENTI “FREE MOVER PER PROGETTI” DEL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI FREQUENTANTI IL CORSO DI LETTERATURE COMPARATE A  A.A. 2018/2019

Si avvisano gli studenti del Corso di Letterature Comparate A che verrà pubblicato un Bando che consentirà ai selezionati di trascorrere un periodo di studio a Mosca e a San Pietroburgo dal 26 luglio al 5 agosto 2019.

L’esperienza è strettamente legata alla frequenza del corso in oggetto e allo svolgimento di attività integrativa preparatoria e, se svolta in modo coerente con quanto previsto dal Bando, verrà riconosciuta come esperienza in mobilità con il conseguimento dei cfu previsti dall’esame di Letterature comparate A contrassegnati come “mobilità internazionale” cui si aggiungeranno 2 cfu extracurriculari attribuiti da UPO e, previa valutazione da parte dell’Università ospitante, altri 2 cfu extracurriculari certificati.

I candidati ammessi alla copertura dei costi della Summer School sono 10. Saranno ammessi inoltre 4 partecipanti disposti a provvedere autonomamente a tutte le spese del viaggio e del soggiorno, anch’essi comunque vincolati a tutti i criteri di selezione senza eccezioni.

Il Bando è stato pubblicato sul sito web www.disum.uniupo.it, sezione Bandi il 16 maggio e chiuderà il 31 maggio 2019.

In allegato trovate la descrizione dettagliata del progetto e il link al Bando.


 


A. A. 2012 / 2013
Secondo Trimestre
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 36
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Terzo Trimestre
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 36
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2013 / 2014
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2014 / 2015
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2015 / 2016
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2016 / 2017
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2017 / 2018
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2018 / 2019
Secondo Semestre
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/10
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-FIL-LET/14
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici

Pubblicazioni

Ricerca

Temi correnti di ricerca

1. La filosofia della letteratura di Michail Bachtin

Una lettura filologica degli scritti di Michail Bachtin per valutarne la tenuta teorica e le genealogie culturali. La collocazione del pensiero bachtiniano fra etica e estetica, linguistica e critica letteraria, filosofia e letteratura: «ai confini», in una costante attenzione al dialogo transdisciplinare.

 

2. I formalisti russi e la fondazione della teoria della letteratura

Si ripercorre la vicenda del movimento formale attraverso l’analisi di documenti e testi in lingua russa inediti in Italia cercando di riavviare una riflessione sul significato storico e sui contributi teorici e metodologici della scuola formalista e dando conto delle divaricazioni tra le aree di Pietrogrado-Leningrado (Opojaz) e di Mosca (Mlk). Si esaminano, traducono in italiano e presentano testi finora inediti, in particolare di Boris Èjchenbaum e Grigorij Vinokur.


 3. Giambattista Vico scrittore

Sulla collocazione del pensiero e dell’opera di Vico rispetto al formarsi del moderno sistema della «letteratura». Su quale concezione di letteratura gli sia propria, come si configuri la sua esperienza di lettore e autore – anche di componimenti poetici e scritti ‘ameni’ –, come intenda l’istituzione letteraria e come la inscriva nella propria attività intellettuale. L’attività creativa minore, l’uso dei termini «letterato» e «letteratura»; l’immagine del pubblico e i contorni dell’orizzonte di attesa; la valutazione della produzione letteraria contemporanea.

 

4. La forma letteraria nel Novecento

Forma, struttura, dispositivo: la fisionomia dell’opera letteraria in un secolo che riflette instancabilmente sui fondamenti dell’arte e sulle morfologie della cultura. Quali le radici della concezione di forma presso i formalisti russi, quali le sue principali declinazioni, meccanicistiche, organicistiche e sistemiche, come suggerito già da Peter Steiner. Sulla poligenesi dell’idea di struttura, dalla riflessione fenomenologica agli apporti della linguistica e dell’antropologia. Come le pratiche letterarie traducano simili concettualizzazioni. Sulla fine dell’egemonia strutturalistica e l’avvicendamento di nuovi paradigmi da cui emergono tra secondo Novecento e i decenni più recenti le nuove costellazioni concettuali del dispositivo e del folding.


5. La retorica come forma di conoscenza e le soglie dell’espressività persuasiva

Proclamate da un paio di decenni modalità pervasive e ineludibili della nostra esistenza, storytelling e metafora allestiscono oggi l’armamentario teorico idoneo a smantellare una volta per tutte i confini tra letterario ed extra-letterario. Il discorso cognitivista conferma dunque le intuizioni di chi, già negli anni settanta e controcorrente, aveva insistito sulla continuità tra generi del discorso quotidiano e generi letterari, sulla mancanza di tratti intrinseci necessari e sufficienti a distinguere un testo letterario da un testo non letterario, e sulla conseguente necessità, per poterlo fare, di ricorrere a fattori storici, sociali, contestuali, a ragioni pragmatiche e costruttiviste.

Afferma nel 1996 Mark Turner che la «mente letteraria», ben prima di tradursi nella capacità di scrivere sonetti o romanzi, costituisce la condizione di conoscibilità del reale. Attraverso la «proiezione di storie» diamo infatti forma e senso all’esistenza: dal vissuto più semplice al costrutto culturale più complesso, il mondo è il prodotto di una grande catena di «parabole», dove la proiezione da una source story a una target story non è altro che il meccanismo all’opera nel procedimento metaforico. Come chiariranno Lakoff e Johnson, e come già scriveva Giambattista Vico tre secoli prima, la retorica è dunque una forma di conoscenza.

E purtuttavia emerge con forza la volontà di un oltrepassamento della svolta suddetta. Dati per acquisiti i risultati offerti dagli studi cognitivisti supportati dalle ricerche neuroscientifiche, fondate ragioni di perplessità vengono alla luce nel momento in cui tale impostazione deve rendere conto delle opere letterarie nella loro irriducibile singolarità. L’individuazione e il regesto di metafore concettuali all’interno di un testo narrativo o poetico o drammatico riveste infatti per l’analisi letteraria un valore euristico oltremodo scarso. Laddove lo storytelling investe pervasivamente tutti gli strati dell’esistenza, è necessario comprendere il potenziale esistenziale estetico e certamente cognitivo di certe narrazioni rispetto ad altre.

Come mantenere saldo il riferimento alla embodied mind evitando che il testo letterario si dissolva in una amorfa pan-narratività/metaforicità diffusa?




Le cinque pubblicazioni più significative della carriera

  1. Figure vichiane. Retorica e topica della “Scienza nuova”, Milano, Il Filarete, 2005.
  2. L’intero irrequieto. Sulla poligenesi dell’idea strutturale nel pensiero russo del primo Novecento, «Enthymema. Rivista internazionale di teoria, critica e filosofia della letteratura» I, 2010, pp. 190-228.
  3. Michail Bachtin. Una critica del pensiero dialogico, Roma, Carocci, 2011.
  4. Venti anni di studi di Michail Bachtin in lingua russa: repertorio bibliografico ragionato e commentato (1995-2015) (con la collaborazione di Elizaveta Illarionova per le opere su Bachtin) «Moderna» XVI, 1-2, 2014, pp. 215-421.     
  5. Contrasti di forme. Boris Èjchenbaum teorico della letteratura, Milano, Ledizioni, 2018. 



Current issues of research

1. Michail Bachtin’s Philosophy of Literature

A philological reading of writings by Michail Bachtin in pursuit of a global theoretical framework and cultural genealogies. The positioning of Bachtin’s thought at the crossroads between ethics and aesthetics, linguistics and literary criticism, philosophy and literature: with a focus on transdisciplinary approaches.

2. Russian Formalism and the construction of Literay Theory

A new look at Russian Formalism through the analysis of documents and works written in Russian that have never been translated into Italian and other major Western languages. The main aim is to kickstart a new reflection on the historical significance and on the theoretical and methodological contribution by Formalism and make sense of the division between the circles of Moskow (Mik) and Petergrad/Leningrad (Opojaz). Translation of works by Boris Eichenbaum and Grigorij Vinokur into Italian is also part of the project.

3.            Giambattista Vico as writer

A project on the relationship between the thought and works by Vico and the development of  modern literature. An investigation aimed at outlining Vico’s idea of literature, analyse his role as reader and writer – with particular attention to poems and “minor” works – his understanding of the literary institution and how it relates to his intellectual activity. Minor works, the meaning of terms such as “letterato” and “letteratura”, the perception of an audience and the “horizon of expectation”, thoughts on contemporary literature are addressed in particular.

 4        The literary form in the 20th Century

        Form, structure, dispositif – descriptions of literary works in a century where the foundations of art and morphologies of culture have been one of the primary objects of intellectual pursuit. The origin of the idea of form among Russian formalists, its main diversifications – mechanism, organism and system, as suggested by Peter Steiner. On the plural genesis of the idea of structure, coming from phenomenology, linguistics, anthropology. How these concepts have been translated into literary practice. On the end of the primacy of structuralism and the rise of new paradigms developed since the second half of the 20th century, the new theoretical frameworks based on the notions of dispositif and folding.
 

5.     Rhetorics as form of knowledge and the limits of persuasive expressivity

Recognized as foundations of everyday human interactions, storytelling and metaphor provide today the theoretical framework for deconstructing the differentiation between literary and extra-literary facts. Cognitivist thought validates hints from non-conformist theorists from the 1970s who insisted on the continuity between types of everyday speech and literary genres, on the absence of specific traits that make distinction between non-literary and literary texts possible, and on the foundation of such distinctions on historical, social, contextual, pragmatic and constructivist factors.

In 1996, Mark Turner claimed that “the literary mind”, well before translating into the ability of writing poems or novels, provides the conditions for knowing the outside world. By “projecting stories” we can, in fact, give shape and meaning to our existence: from the simplest experience to complex cultural constructions, the world can be seen as a big chain of “parables”, where the connection from a source story to a target story is no different from the way metaphor works. As shown by Lakoff and Johnson, as well as by Giambattista Vico three hundred years earlier, rhetorics is a form of knowledge.

However, the need is felt to overcome this approach. Analyses from cognitivist scholars, supported by neuroscience, highlight some of the problems that similar perspectives encounter while making sense of the peculiar traits of literary works. The idenfitification of metaphors in a literary text has, in fact, little value for literary analysis. Even if storytelling permeates all layers of our everyday existence, we need to understand how the aesthetic and cognitive potential is inscribed in some works and not in others. How can we keep the connection with “the embodied mind “ and avoid dilute the literary text into amorphous and widespread narrativity/metaphor?


Top Five Papers

  1. Figure vichiane. Retorica e topica della “Scienza nuova” [ Vico’s Figures. Rhetorics and Topics in “The New Science”], Milano, Il Filarete, 2005.
  2. L’intero irrequieto. Sulla poligenesi dell’idea strutturale nel pensiero russo del primo Novecento [The Unsettled Whole. On the Multiple Origin of the Idea of Structure in Early 20th - Century Russia], «Enthymema. Rivista internazionale di teoria, critica e filosofia della letteratura» I, 2010, pp. 190-228.
  3. Michail Bachtin. Una critica del pensiero dialogico [Michail Bachtin. A Critique of Dialogism], Roma, Carocci, 2011.
  4. Venti anni di studi di Michail Bachtin in lingua russa: repertorio bibliografico ragionato e commentato (1995-2015) [ Twenty Years of Research on Michail Bachtin in Russian (1995-2015)] (with help from Elizaveta Illarionova for works on Bachtin) «Moderna» XVI, 1-2, 2014, pp. 215-421.
  5. Contrasti di forme. Boris Èjchenbaum teorico della letteratura, Milano, Ledizioni, 2018. 

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