Ricevimento e Altre Informazioni

Il docente sarà a disposizione degli studenti previo appuntamento. Contattare via mail al seguente indirizzo: patrizia.riva@uniupo.it

A. A. 2012 / 2013
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 48
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
Secondo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 8
Ore: 32
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2013 / 2014
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 48
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 32
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2014 / 2015
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 48
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 32
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2015 / 2016
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 48
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2016 / 2017
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 48
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 32
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2017 / 2018
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 45
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
Secondo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 8
Ore: 15
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
A. A. 2018 / 2019
Primo Semestre
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 45
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 8
Ore: 15
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa
SSD: SECS-P/07
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa

Pubblicazioni

Ricerca

Dai principi di attestazione dei piani delle aziende in crisi e ai principi di redazione dei piani per il turn around. L’art. 37 della Legge n. 134 del 7 agosto 2012 (di conversione con modificazioni del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 Decreto Sviluppo), ha introdotto nella legge fallimentare una serie di novità e precisazioni finalizzate al potenziamento degli strumenti giudiziali e stragiudiziali dedicati al risanamento ed alla continuità delle imprese in crisi. Tra queste le attestazioni dei piani di risanamento rappresentano un documento chiave, determinante per l’accesso ai nuovi istituti. La novella del 2012, assegnando ai professionisti “esperti” un ruolo centrale, ha meglio precisato i requisiti del soggetto che rilascia l’attestazione (“Attestatore”) e alcuni dei contenuti dell’attestazione stessa. La scelta adottata dal legislatore di spingere verso soluzioni privatistiche della crisi aziendale enfatizza il ruolo dell’Attestatore favorendo lo sviluppo di specifiche competenze economico - giuridiche trasversali. La dottrina, riprendendo la prassi professionale, ha cominciato ad applicarsi al tema in attesa che su di esso si pronunci e si consolidi una giurisprudenza di merito.La ratio dell’attestazione è, infatti, quella di tutelare i terzi e i creditori, soprattutto se estranei al piano di risanamento, perché le scelte e le rinunce di fronte ai quali sono posti dal debitore siano decise e accettate sulla base di una corretta e sufficientemente completa base informativa. L’importanza del lavoro dell’Attestatore è deputata anche a rafforzare la credibilità degli impegni assunti dal debitore mediante il piano finalizzati al riequilibrio della situazione economico-finanziaria e, quindi, al risanamento dell’impresa.

 

Le azioni a voto maggiorato. Il Decreto Competitività, convertito nella legge 116 dell’11 agosto 2014, ha introdotto una importante novità per le società per azioni quotate italiane: il voto maggiorato. Si tratta di un istituto che comporta una sorta di “rivoluzione” rispetto al passato, in quanto determina una decisa deviazione dal principio proporzionale previgente utilizzato per il calcolo dei diritti di voto. Se in precedenza infatti, per ogni azione, era possibile attribuire un solo voto, con la maggiorazione è ora possibile garantire agli azionisti per ogni azione posseduta nelle società quotate fino a due voti e per ogni azione posseduta nelle società non quotate sino a tre voti. L’obiettivo di questa ricerca è quello di indagare le motivazioni che hanno portato ad introdurre il voto maggiorato e i futuri impatti aziendali che provocherà sulle società quotate che lo adotteranno. Il voto maggiorato rappresenta una deviazione dal previgente principio proporzionale: dando uno sguardo al passato, però, si può rilevare che storicamente si sono già verificate altre deviazioni, il principio “una azione, un voto” non è sempre stato l’unico punto di riferimento in merito alle modalità di attribuzione del diritto di voto. Il voto maggiorato è certamente una novità per il nostro paese ma meccanismi simili sono attuati da tempo in altre realtà internazionali. La maggiorazione del voto è stata recentemente adottata da alcune società per azioni quotate italiane.


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The European approach to regulation of director’s remuneration. During the last ten years the European Commission has outlined a framework for the Community action to improve Company Laws and Corporate Governance practices in the European Union, to enhance, as a consequence, the real economy promoting efficiency and competitiveness of European companies worldwide as well as strengthening the shareholders rights and third parties protection. This review process, which started in 2003 with the “Action Plan for the Company Law Modernization and Corporate Governance Enhancing” and has accelerated in recent years. It was the result of the global economic and financial crisis and of the careful consideration on the factors which contributed to its occurrence which followed.


From principles for auditing plans of businesses in crisis to principles for preparing turn-around plans. Article 37 of Law No. 134 dated 7 August 2012 (converting Decree-Law No. 83 dated 22 June 2012 with amendments, Development Decree) introduced several new features and clarifications in bankruptcy law aimed at strengthening judiciary and non-judiciary tools for rescuing businesses in crisis and enabling them to operate on a going-concern basis. Among these, the audit of recovery plans represents a key document, crucial for the adoption of the new statutes. By assigning a central role to professional “experts”, the new rules of 2012 clarified in greater detail the requirements of the person issuing the audit report (“Auditor”) and certain contents of the report itself. The choice made by the legislature in favor of solutions in the private sector to the corporate crisis emphasizes the role of the Auditor encouraging the development of specific cross-cultural economic and legal skills. Legal theory, stemming from professional practice, has begun to study the topic while awaiting case-law to pass rulings on the same and grow stronger. The intent of the audit is, in fact, to protect third parties and creditors, especially if not involved in the recovery plan, so that the choices and sacrifices which the debtor imposes on them are decided and accepted on the basis of correct and sufficiently complete information. The importance of the Auditor’s work is also due to enhancement of the credibility of the commitments made by the debtor by means of the plan aimed at balancing the Company’s economic and financial situation and, therefore, achieving its recovery.

Loyalty shares. The Decree on Competitiveness, converted into Law No. 116 dated 11 August 2014, introduced an important new feature for Italian listed companies: loyalty shares. This is a statute that entails “revolution” compared to the past, in that it determines a marked deviation from the proportional principle previously in force, which was used for the computation of voting rights. If previously each share was only assign one vote, with the loyalty shares it is now possible to guarantee shareholders up to two votes for each share held in listed companies and up to three votes for each share held in unlisted companies. The goal of this research is to investigate the reasons that have led to introduce loyalty shares and the future business impact that will result therefrom on listed companies adopting them. Loyalty shares are a deviation from the pre-existing proportional principle: taking a look at the past, however, it may be noted that historically there have been other deviations. The principle “one share, one vote” has not always been the only standard in regard of procedures for granting the right to vote. Loyalty shares are certainly new to our Country, but such mechanisms have long been implemented in other international contexts. Loyalty shares have recently been adopted by some Italian listed companies.

The European Approach to Regulation of Directors’ Remuneration. During the last ten years, the European Commission has outlined a framework for the Community action to improve Company Law and Corporate Governance practices in the European Union, thereby enhancing the real economy and promoting efficiency and competitiveness of European companies worldwide as well as strengthening the shareholder rights and protection of third parties. This review process, which started in 2003 with the “Action Plan for Company Law Modernization and Corporate Governance Enhancing” and has accelerated in recent years, was the result of the global economic and financial crisis and of careful consideration of the factors which contributed to its occurrence.