Ricevimento e Altre Informazioni

Riprenderò i ricevimenti dal mese di ottobre con orario: MERCOLEDI, ore 14-15 presso il mio ufficio. E' anche possibile in casi particolari fissare un appuntamento ad hoc. Per questioni che non necessitano incontrarsi di persona, potete usare la mia mail istituzionale a cui rispondo regolarmente e con celerità.

Sono aperte anche le iscrizioni per il laboratorio di teatro in lingua inglese, che inizierà a gennaio. I gruppi verranno formati il prima possibile, perciò consiglio a chiunque sia interessato o anche solo incuriosito e vuole avere maggiori informazioni, di contattarmi o venire a ricevimento. Non è necessaria alcuna esperienza teatrale, ma è richiesta la frequenza, la disponibilità a mettersi in gioco e l'affidabilità per un lavoro di gruppo. Il teatro è particolarmente indicato per rafforzare la propria competenza orale e di pronuncia, oltre che essere uno strumento completo per la propria formazione umana, sociale e psicofisica. E' anche importante per il laboratorio il lavoro che facciamo sul linguaggio non verbale, poiché parola e corpo comunicano insieme. E' un'esperienza unica che offriamo all'UPO rispetto a tutte le altre università italiane, approfittatene. Alla fine dei laboratori porteremo in scena il nostro spettacolo al teatro Civico nel quadro del nostro festival TiLLiT, a inizio giugno 2020.

A. A. 2012 / 2013
Primo Trimestre
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Secondo Trimestre
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Terzo Trimestre
SSD: L-LIN/12
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/07
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/14
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2013 / 2014
Secondo Semestre
SSD: NN
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2014 / 2015
Secondo Semestre
SSD: NN
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2015 / 2016
Primo Semestre
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Secondo Semestre
SSD: NN
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2016 / 2017
Primo Semestre
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Secondo Semestre
SSD: L-LIN/12
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/12
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2017 / 2018
Annuale
SSD: L-LIN/12
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/12
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
Primo Semestre
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L-LIN/10
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
A. A. 2019 / 2020
Secondo Semestre
SSD: L
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici
SSD: L
CFU: 6
Dipartimento: Dipartimento di Studi Umanistici

Pubblicazioni

Ricerca

Temi correnti di ricerca

 

Il concetto e la prassi di archivio affettivo

L’archivio affettivo è una nozione ibrida che mette in discussione in modo performativo lo statuto conservativo dell’archivio per evidenziarne la conflittualità, il potere trasformativo e lo statuto del soggetto archiviante, aldilà delle specializzazioni. Partito da un convegno performativo internazionale, il progetto ha dato origine a una pubblicazione polacca, attualmente in traduzione inglese, in collaborazione con altri studiosi, artisti e curatori. E’ in corso una declinazione del progetto di archivio

affettivo per quanto riguarda la queerizzazione del bacino del Mediterraneo.

 

La spettatorialità nell’economia performativa di oggi

Che cosa ne è dello spettatore oggi, sotto pressione da paradigmi partecipativi, collaborativi e interattivi che ne stanno trasformando radicalmente la natura? Teorizzare lo spazio, il ruolo e lo statuto dello spettatore nelle arti performative odierne permette di ragionare sulla nuova economia del lavoro neoliberista, in cui l’affetto spettatoriale è messo al lavoro in forme assai diverse. Il progetto ha dato origine nel corso degli ultimi anni a numerosi saggi ed è un tentativo di teorizzare in modo situato la potenzialità politica dell’evento performativo, lasciato in mano allo spettatore come suo archivio vivente.

 

Affetti sonori e circolazione della Blackness

La ricerca, appena iniziata, si propone di indagare la produzione, riproduzione e trasformazione della “blackness” attraverso la modalità affettiva e non-rappresentativa del suono e della musica. Luogo centrale sarà la Gran Bretagna multiculturale, soprattutto dagli anni Ottanta a oggi, per verificare quanto è stata ed è ancora in mutazione la “blackness” sonora in UK, quali vettori la animino e se sia possibile parlare di una sonorità “black” transatlantica.

 

Current issues of research

 

The concept and praxis of affective archive

“Affective archive” is a hybrid notion that is intended to question in a performative way the conservative (and preservative) ideology of the archive, in order to bring to light its dissensuality, its transformative power and the status of the archiving subject, in a perspective that goes beyond the archival profession. Emerging out of an international conference in Vercelli (a “cluster” of Performance Studies international), the project has given rise to a Polish publication (with forthcoming English translation), in collaboration with other scholars, artists and curators. A further project might involve the production of an affective archive for the queering of the Mediterranean region.

 

Spectatorship in today’s performative economy

What is happening to the spectator today, under pressure by increasingly participatory, collaborative and interactive paradigms? Theorizing the space, the role and the status of spectatorship today means also reflecting critically on the neoliberal work economy, insofar as the spectatorial affects are put to work in very different performative formats. This project has resulted in a number of separate but interrelated essays, and is an attempt to rethink in a situated way the political potentiality of the performative event, bequeathed to the spectator as its living archive.

 

Sound affects and the circulation of ‘blackness’

The research project, still in its infancy, intends to research the production, riproduction and transformation of “blackness” through the affective and non-representational filter of sound and music. My central focus will be “multicultural” Britain, especially since the 1980’s until today, in order to gauge how sonic “blackness” has been, and still is, mutating, what vectors animate its dissemination, and whether ultimately it is possible to speak of a transatlantic “black” sonicity.

 

Le cinque pubblicazioni più significative della carriera

 

  1. PUSTIANAZ, DI CORI, BELLAGAMBA (a cura di), Generi di traverso. Culture, storie, narrazioni attraverso le discipline. VERCELLI, Mercurio, 2000.
  2.  “Un/archive”. In: Borggren-Gade (a cura di), Performing Archives / Archives of Performance. COPENHAGEN: Museum Tusculanum Press 2013, pp. 465-480.
  3. “La presenza dello spettatore”. CULTURE TEATRALI, 21, pp. 191-206.
  4. PUSTIANAZ-PALLADINI (a cura di), Leksykon Archiwum Afektywnego. GDAŃSK-WARSZAWA: słowo/obraz terytoria, 2015  (in preparazione edizione inglese)
  5. PUSTIANAZ (a cura di), Queer in Italia. PISA: ETS, 2011.