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Enrico GARGIULO

 
Macro struttura
 
SSD SPS/09
Matricola 007300

Impegni settimanali

Ricevimento e Altre Informazioni

Su appuntamento, concordato via mail. Il ricevimento ha luogo nella stanza 104, in via Cavour 78a.

A. A. 2014 / 2015
Primo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 5
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
Secondo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
A. A. 2015 / 2016
Primo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 40
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
SSD: SPS/09
CFU: 5
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
Secondo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
A. A. 2016 / 2017
Primo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 40
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
SSD: SPS/09
CFU: 5
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali
Secondo Semestre
SSD: SPS/09
CFU: 6
Ore: 30
Dipartimento: Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali

Pubblicazioni

Ricerca



1) La residenza come forma di cittadinanza locale

Ho analizzato le strategie attuate da numerose amministrazioni comunali per negare l’iscrizione anagrafica a cittadini stranieri e italiani “indesiderati”, così da escluderli da benefici e servizi sociali. Mi sono focalizzato sul ruolo della residenza quale status giuridico di appartenenza municipale e quale strumento di accesso ai diritti riconosciuti dalle norme statali. A questo proposito, ho condotto una ricerca che ha fatto perno su un materiale di ricerca piuttosto variegato, ricavato attraverso strategie di indagine diversificate: analisi di discorsi politici (contenuti in documenti istituzionali e in materiali mediatici), analisi documentale (sui testi di ordinanze, circolari, delibere di giunta), interviste e colloqui telefonici (con testimoni privilegiati e personale municipale), dati rilevati a livello comunale (su circa 50 comuni).


2) Le visioni istituzionali dell’integrazione dei non cittadini e la controversa implementazione delle politiche di integrazione

Ho approfondito le visioni dell’integrazione dei non cittadini contenute in alcuni documenti istituzionali – i Documenti di programmazione triennale previsti dal Testo unico sull’immigrazione e il Piano per l’integrazione nella sicurezza. Identità e incontro del 2010 –, considerando queste visioni espressione di specifiche prospettive politiche sull’inclusione degli stranieri e, più in generale, sul governo dell’immigrazione. La ricerca che ho condotto ha seguito l’approccio metodologico dell’Analisi critica del discorso. Parte di questo percorso di indagine è stata condivisa con i Proff. Michael Eve e Maria Perino (DIGSPES), e si è focalizzata sulle rappresentazioni dei giovani figli di immigrati nei documenti istituzionali sopra citati e in altri testi (linee guida ministeriali e circolari relative alla scuola).

Successivamente, la ricerca sull’inclusione dei non cittadini si è incentrata sul percorso di implementazione dell’Accordo di integrazione. Questa fase del progetto si colloca nell’ambito della ricerca finanziata con i fondi della Ricerca Locale, intitolata “L’integrazione dei non cittadini tra politiche e processi: la via italiana alla civic integration”. La ricerca prevede l’impiego di strategie di indagine di tipo qualitativo – analisi documentale, osservazione, interviste in profondità e semi-strutturate – e di tipo quantitativo – analisi di dati provenienti da banche dati e da interviste strutturate.


3) Il sapere di polizia nei manuali per la formazione del personale

Ho studiato il sapere di polizia per come esso emerge dai testi per la formazione del personale. I manuali di polizia, da questa prospettiva, forniscono informazioni interessanti e costituiscono un oggetto di studio prezioso in quanto contengono un’articolata “filosofia” della sicurezza e dell’ordine, trasmettono schemi cognitivi e operativi ufficiali ai diversi soggetti collocati lungo la scala gerarchica e forniscono una certa legittimazione all’agire della pubblica sicurezza. Nell’analizzare questi testi, mi sono focalizzato sul tema dell’ordine pubblico, circoscrivendo tre aree tematiche da approfondire: la nozione di ordine e i suoi significati; la rappresentazione delle folle; l’uso delle armi e degli strumenti di coazione fisica. La prospettiva metodologica seguita è quella dell’Analisi critica del discorso, integrata da analisi documentali, osservazioni e – in prospettiva – interviste in profondità.


4) La varietà dei populismi: distinzioni teoriche e ambiti di applicazione

Ho analizzato diverse prospettive teoriche sul concetto di populismo, e ho esplorato differenti declinazioni pratiche delle idee e delle prospettive populiste. Nello specifico, sul piano teorico, ho confrontato gli approcci “classici” al populismo con la prospettiva fornita da Ernesto Laclau. Sul piano delle pratiche, invece, da un lato, ho approfondito il ruolo dei populismi nel favorire processi di esclusione degli stranieri a livello locale, e dall’altro, in collaborazione con il collega Adriano Cirulli (Università telematica Uninettuno), ho studiato le intersezioni tra movimenti populisti e movimenti nazionalisti. Metodologicamente, l’analisi teorica è stata accompagnata da analisi documentale e del discorso.


5) I beni comuni come “significante vuoto”: conflitti e convergenze istituzionali sul “comune”

Riprendendo le categorie proposte da Ernesto Laclau, in sinergia con il collega Adriano Cirulli (Università telematica Uninettuno), sto studiano le modalità con cui alcune organizzazioni di movimento napoletane impiegano la categoria di “beni comuni” come concetto-ombrello – o come “significante vuoto”, in termini laclausiani – per agglutinare tra loro istanze differenti, relative a giustizia sociale, democrazia, economia, ecc. Inoltre, sto esplorando le interazioni tra queste organizzazioni e l’amministrazione municipale, la quale, a sua volta, ha fatto proprio il tema dei commons quale chiave di lettura delle trasformazioni urbane. Questo percorso di indagine si è inserito all’interno di una ricerca coordinata dal Prof. Antonio Calafati, del GSSI de L’Aquila. Sul piano metodologico, l’approccio seguito coniuga interviste in profondità ad attori dei movimenti con analisi documentale.


6) Il terzo settore tra divergenze teoriche e convergenze politiche

Ho analizzato, in collaborazione con Sandro Busso (Università di Torino), i diversi approcci al terzo settore presenti nel dibattito italiano, costruendone una tipologia. Obiettivo di questa costruzione tipologica era individuare le differenze teoriche tra le diverse prospettive e, al contempo, mostrarne le convergenze sul piano della valutazione relativa al ruolo politico e alla valenza sociale delle organizzazioni del non-profit. Metodologicamente, l’analisi svolta si è focalizzata sui contenuti dei, e sui discorsi veicolati dai, testi principali che hanno caratterizzato il dibattito italiano sul terzo settore dagli anni Ottanta a oggi.